Furto-voltaico e accaparramento di terre in Sardegna

Il negativo impatto ambientale e la sottrazione dei terreni fertili sono le conseguenze del furto del diritto a produrre perpetrato a danno dei contadini e degli allevatori sardi.

Il caso di Narbolia, in Sardegna, indica come solamente i grandi gruppi industriali stiano sfruttando gli incentivi statali per l’istallazione di pannelli fotovoltaici avendo profitti che hanno effetti negativi sull’agricoltura nel territorio sardo con un grande impatto ambientale.

Un interessante studio di Crocevia riporta una panoramica europea e italiana dell’accesso alla terra, in particolare riguardo la concentrazione delle terre e la speculazione finanziaria su di esse. Il caso della Sardegna è particolarmente impressionante:

“Nel sito del Comune di Narbolia si parla di agricoltura e di splendide zone naturali ma nessun cenno si riscontra in merito al mega impianto di serre fotovoltaiche. Questo impianto è infatti il maggiore, per dimensioni, tra quelli realizzati in Sardegna e deve produrre 27 megawatt con 107mila pannelli installati su 1614 moduli di serre da 200 metri quadrati ciascuno, costruite su 64 ettari sorrette da trentatremilatrecento plinti di cemento armato conficcati nei migliori terreni agricoli irrigui della zona. Per questo impianto, l’azienda proprietaria dovrebbe ottenere circa sei milioni di euro di incentivi all’anno per venti anni e circa 3,5 milioni all’anno per gli stessi vent’anni per la vendita dell’energia prodotta. I terreni agricoli privati (utilizzati in precedenza per coltivazioni e pastorizia) del valore di 12/15.000 euro a ettaro sono stati acquistati a 40.000 euro a ettaro”

“La riduzione delle terre coltivate, i milioni di ettari di terra che sono passati e passano ad usi non agricoli (urbanizzazioni e speculazioni edilizie, residenziali e industriali; insediamenti commerciali e logistici; interporti, grandi opere autostradali e ferroviarie; porti e aeroporti, usi turistici, usi civili e militari non definiti, pozzi di trivellazione per il gas ed il petrolio, impianti fotovoltaici, cave, parchi del divertimento, etc) debbono essere un problema per tutti e di tutti. Perché le soluzioni sono, anche loro, alla nostra portata. Dobbiamo solo assumerci la responsabilità di guardare, vedere e agire di conseguenza”.