Semi e diritti

La nuova proposta di legge europea riguardo alla commercializzazione delle sementi va ad intaccare la sovranità alimentare di tutti noi.Nel mese di maggio 2013 si è aggiunta una nuova proposta di legge europea 0137/2013 “Regulation of the European parliament and of the council on the production and making available on the market of plant reproductive material”. Questa renderebbe illegale coltivare, riprodurre e commerciare semi di ortaggi che non sono stati analizzati, approvati, accettati e certificati da un nuovo organismo appositamente concepito l’Agenzia delle Varietà Vegetali Europee. Questa legge, se applicata, causerà un ulteriore costo per il produttore che dovrà sottoporre ad un’analisi e un controllo i propri semi oppure, come quasi certamente succederà, rinunciare ai propri semi e comprare quelli prodotti da imprese dotate di semi certificati. Ciò avrebbe anche la conseguenza della diminuzione della tutela della biodiversità. Si andrebbe a intaccare il principio base che sta accompagnando le lotte contadine in tutto il mondo: la sovranità alimentare.

Qui un approfondimento.

Il coordinamento europeo di Via Campesina, nel mese di novembre ha presentato la risposta ai non peper della Commisione Europea sui semi:

“Queste proposte si basano da una parte su un attacco inaccettabile all’agricoltura di sussistenza e ai diritti degli agricoltori di commercializzare i loro semi, d’altra parte su nuovi vincoli sanitari, ambientali e di bio-sicurezza mirati ad eliminare i semi adatti all’agricoltura contadina o biologica e utilizzati dalle piccole aziende sementiere. Allo stato attuale non si può dire se l’intenzione è di aprire nuove opportunità per lo scambio di sementi contadine o di interdirli definitivamente.”