Kuminda ha firmato!

Appello delle Organizzazioni della Società Civile del G8 ai loro Governi sulla New Alliance for Food Security and Nutrition in Africa

Progressi nella New Alliance? Non per i produttori di piccola scala!

 

Appello delle Organizzazioni della Società Civile del G8 ai loro Governi

sulla New Alliance for Food Security and Nutrition in Africa

 

A due anni dal lancio della Nuova Alleanza per la Sicurezza Alimentare e la Nutrizione del G8, ciò che abbiamo notato osservandone i “progressi”, non modifica la nostra valutazione che in realtà la New Alliance danneggi  la sicurezza alimentare, la nutrizione e la progressiva realizzazione del diritto al cibo in Africa. Le prime ricerche sul campo rivelano una divergenza drammatica tra la retorica dello sviluppo e gli impatti. Non c’è alcun segnale che la New Alliance stia conducendo la popolazione africana fuori dalla povertà[1], ma la promessa di “scatenare il potere del settore privato”[2] viene visibilmente mantenuta. Anche se la New Alliance si riferisce retoricamente al Programma Comprensivo per lo Sviluppo Agricolo in Africa (CAADP), si può vedere chiaramente che i processi e gli elementi del CAADP diretti a beneficiare i produttori di piccola scala vengono messi da parte.

 

Quando la New Alliance è stata inaugurata a Camp David, negli Stati Uniti, nel 2012, è stato subito evidente che questa iniziativa serviva essenzialmente per permettere alle multinazionali di influenzare le politiche agricole al fine di portare avanti i propri interessi. L’Alleanza sta facendo pressioni sui governi africani per far loro adottare riforme politiche nazionali che facilitino i grandi investimenti in agricoltura e discriminino coloro che in realtà sono i principali investitori, ovvero gli stessi produttori di piccola scala.

 

Questi profondi cambiamenti legislativi e politici minacciano il controllo degli agricoltori familiari sulla terra e sulle sementi, rendono marginali i mercati locali e causano la perdita di biodiversità e fertilità del terreno, a discapito del sostentamento delle comunità locali. Essi porteranno inoltre alla radicalizzazione dei futuri shock climatici ed economici per i piccoli agricoltori, piuttosto che rafforzare la loro resilienza per superare questi shock. Questi cambiamenti vengono fatti senza alcun dibattito a livello nazionale, danneggiando quindi anche le strutture democratiche.

 

La mancanza di trasparenza nella New Alliance (in cui gli impegni dei donatori e delle multinazionali e la loro implementazione vengono descritti, come nel Progress Report 2013-14, solo ad un livello sommario) rende estremamente difficile per la società civile avere un’immagine completa della realizzazione della New Alliance[3].  

Tuttavia, i primi casi concreti indicano che la New Alliance è ben lontana dall’essere uno strumento effettivo di supporto per gli agricoltori di piccola scala. Per esempio:

 

  • In Burkina Faso, l’impegno di sviluppare e recuperare la terra irrigata nel Bagré Growth Pole Project è riservato primariamente agli investitori agroalimentari di larga scala, e solo il 22% (2790 ettari) della terra a disposizione dell’agricoltura di piccola scala. Generalmente a questi agricoltori viene concesso solo 1 ettaro su 4 di terra, con scarse possibilità di un qualche aumento[4].

     

  • In Malawi, la crescita degli investimenti nel settore del tabacco da parte delle imprese multinazionali viene presentato come un contributo alla sicurezza alimentare e l’impegno a migliorare l’accesso alla terra è stato realizzato dando 200.000 ettari di terra coltivabile all’agroindustria[5]; nel frattempo, la necessità di adottare il Tenency Labour Bill quale strumento principale per assicurare il salario minimo e i diritti dei lavoratori è stata ignorata nell’accordo quadro di cooperazione[6].

     

  • In Tanzania ed in Mozambico, verranno introdotte nuove leggi sulle sementi che renderanno illegale in futuro lo scambio di semi tra gli agricoltori. In altri paesi, come il Ghana e il Malawi, stanno avvenendo processi simili[7].

 

I casi riportati supportano la nostra analisi secondo la quale la New Alliance estromette i vari sistemi alimentari sostenibili degli agricoltori di piccola scala, che rappresentano il vero potenziale per la sicurezza alimentare e la nutrizione in Africa. Al contrario, quest’Alleanza promuove approcci dannosi per l’agricoltura a livello ambientale che consolidano il potere corporativo.

 

Vi sollecitiamo quindi a rivedere i vostri impegni nella New Alliance, ed a fare i seguenti passi:

 

  1. Fermare qualsiasi cambiamento legale e politico che faciliti gli investimenti fondiari di larga scala e che impedisca agli agricoltori di piccola scala di conservare, scambiare e vendere le proprie sementi.
  2. Fermare ogni ulteriore espansione della New Alliance. Nessun altro accordo quadro di cooperazione deve essere sviluppato.
  3. Rivedere i progetti esistenti e gli indicatori delle riforme politiche con il coinvolgimento significativo delle popolazioni più colpite, e ritirarsi da quelli che non promuovono il diritto al cibo e i legittimi diritti fondiari delle donne e delle comunità, o che danno priorità agli interessi commerciali a discapito delle popolazioni vulnerabili e dell’ambiente.
  4. Rendere immediatamente pubbliche le lettere d’intenti delle imprese che partecipano alla New Alliance, al fine di consentire un legittimo dibattito pubblico sugli impatti e le valutazioni della New Alliance.
  5. Supportare gli investimenti dei produttori di piccola scala come suggerito dal Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale, mettendo le donne, gli agricoltori di piccola scala e i gruppi emarginati al centro di ogni strategia e progetto futuri per la sicurezza alimentare e la nutrizione in Africa; assicurandosi che i diritti umani e le valutazioni degli impatti ambientali vengano portati avanti, in modo da accertarsi che i progetti vengano sviluppati solo in caso di assenza di impatti negativi sui diritti umani e l’ambiente.
  6. Supportare l’adozione di pratiche agroecologiche da parte degli agricoltori di piccola scala per costruire una resilienza attraverso: ricerca partecipata in agroecologia; disseminazione delle conoscenze agroecologiche per mezzo di reti fra agricoltori; e capacity building di servizi estesi  per consigliare gli agricoltori sui metodi per praticare un’agricoltura ecologica.

L’associazione Cibopertutti è tra i firmatari insieme:

GERMANY
Misereor
Pestizide Action Network
FIAN Germany
INKOTA-netzwerk
Agrar Koordination
Global Policy Forum
Seeds Action Network
German NGO Forum Environment & Development
Brot für die Welt – Evangelischer Entwicklungsdienst
UK
UK Food Group
The permaculture association
World Development Movement
Find Your Feet
Farms Not Factories
War on Want
Fian UK
Concern Universal
Pesticide Action Network
Send a Cow
ITALY
Terra nuova
FIRAB (Fondazione Italiana per la RIcerca in Agricoltura Biologica e Biodinamica)
Crocevia
Con.Pro.Bio
SOLIDARIETA’ E COOPERAZIONE CIPSI.
Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare
La Gabbianella Coordinamento per il Sostegno a distanza onlus
CEFA – Il seme della solidarietà
SOLIDAUNIA ONLUS-LA DAUNIA PER IL MONDO
Centro Mondialità Sviluppo Reciproco (CMSR)
Forum Permanente delle Associazioni di sostegno a distanza (ForumSad)
CNCA
M.A.I.S
COSPE
ACU-Associazione Consumatori Utenti
Focsiv
Rete Cibopertutti -Kumida
COCIS – Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo
Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus
FORUM DEL TERZO SETTORE DEL LAZIO E RETE DELLE FATTORIE SOCIALI
France
CCFD-Terre Solidaire
Peuples Solidaires – Action Aid France
Avocats et vétérinaires sans frontières (AVSF)
Survie
Collectif Tany pour les terres malgaches
Artisans du monde – France
USA
Oakland Institute
Institute for Agriculture and Trade Policy
Maryknoll Office for Global Concerns
PLANT
The Second Chance Fd
Transnational Institute
Global Policy Forum
Food First
CAGJ
CANADA
Union Paysanne
National Farmers Union
JAPAN
Africa Japan Forum
No to land grab
GCAP Japan
EU
Terra Nuova/EuropAfrica
Corporate Europe Observatory
Africa Europe Faith & Justice Network
CIDSE
AUSTRIA
Fian Austria
Arche Noa
BELGIUM
Entraide et fraternité
broederlijk delen
Pan-Africanist International
SOS Faim
Fian Belgium
CNCD-11.11.11
NORWAY
Fian Norway
SWEDEN
Fian Sweden
SWITZERLAND
Fastnopfner
PORTUGAL
FEC – Fundação Fé e Cooperação
INTERNATIONAL
Action Aid International
Greenpeace international
FIMARC
FIAN International

[1] Feed the Future, 2012: Five Questions about the New Alliance for Food Security and Nutrition,

http://feedthefuture.gov/article/five-questions-about-new-alliance-food-security-and-nutrition

[2] Cameron, David, 2012: „A G8 Meeting that goes back to first principles, www.euobserver.com/opinion/118265

[3] G8 New Alliance for Food Security and Nutrition, Progress Report 2013-14, http://newalliance.

org/sites/default/files/resources/072814_NewAlliance_FinalC_508.pdf

[4] Oxfam 2014, For Whose Benefit? The G8 New Alliance for Food Security and Nutrition in Burkina Faso.

www.oxfam.org/en/grow/policy/whose-benefit

[5] Governo del Malawi, G8 New Alliance for Food Security and Nutrition: Malawi: 2014 Annual Progress Report

[6] De Schutter, Olivier, 2013: Mandato dello Special Rapporteur per il Diritto al Cibo. Missione in Malawi dal 12 al 22 Luglio

2013, Dichiarazione di fine missione. http://www.srfood.org/images/stories/pdf/officialreports/20130722_Malawi_en.pdf

[7] Si veda ad esempio: Dichiarazione della Società Civile in Tanziani sui Diritti degli Agricoltori 22 Marzo 2013,

http://www.acbio.org.za/index.php/publications/seedfood-sovereignty/459-slavishly-following-upov-1991