Mani di donne che cucinano: il film

“Un racconto sul cibo” tra Piemonte e Liguria: dodici mamme e nonne, l’intuizione di un insegnante

Pubblichiamo la notizia di Giampiero Carbone della Stampa di Alessandria sul film «Mani. Un racconto sul cibo».

Le mani appartengono a dodici mamme e nonne, scovate da Gianni Repetto, insegnante nelle Elementari di Mornese, che ha scritto il soggetto del film e cercato queste donne, riprese mentre impastano e preparano a mano gnocchi di patate, agnolotti, focacce, cima, torta di riso e altre delizie di queste lande tra Piemonte e Liguria.

Perché nel film «Mani. Un racconto sul cibo», che sta facendo incetta di premi in tutta Italia, Michele Trentini ha inquadrato non tanto i volti, ma le mani delle donne dell’Oltregiogo intente a preparare le ricette tipiche.

Ci sono le mani di Maria Benasso, 92 anni di Voltaggio, abilissima a fare gli gnocchi: i «rotolini» di pasta di patate tagliati a tocchetti e schiacciati con le dita, da condire con il pesto alla genovese, che, per il film, è stato preparato da Silvia De Lorenzi, di Cà de Gualchi (Parodi). Piera Repetto e Sandra Sciutto, entrambe di Capanne di Marcarolo, frazione di Bosio, sono le «autrici» del focaccino e della formaggetta, tipico formaggio di questa zona appenninica, riscoperto grazie al Parco Capanne di Marcarolo, che ha prodotto il film.

La «cima» è opera di Caterina Bagnasco, che sta alla cascina Acque Striate di Voltaggio, mentre da Lerma arrivano gli agnolotti e i ripieni di Elena Pronesti e Laura Reseco. Volteggiano, poi, le dita di Erica e Manuela Bisio impegnate a cucinare la torta di riso e Luciana Borra di San Cristoforo mescola gli ingredienti per fare la salsa verde da abbinare felicemente a un gran piatto di bolliti di carne. Le ultime immagini inquadrano le mani industriose di Gianna Danese di Tagliolo Monferrato che cucina lo stoccafisso accomodato, e quelle di Adelina Ravera di Bosio infarinate per i ravioli e la pasta sfoglia.

«Il film – spiega Repetto – si concentra sui gesti che trasformano i prodotti della terra in cibo. Sono soprattutto le donne più anziane a mostrare una manualità eccezionale, affinata dalla ripetitività spontanea nel mondo in cui sono nate e cresciute». Aggiunge Trentini: «Abbiamo girato senza alcuna spettacolarizzazione: le donne hanno lavorato nei loro contesti rurali, mostrando un sapere che arriva da lontano, sconosciuto in città».

«Mani» è stato premiato a Bergamo come miglior documentario al «Food Film Fest», festival internazionale di cinema e cibo durante il quale sono stati proiettati circa seicento film. Il riconoscimento di sabato scorso si aggiunge ad altri due, tributati lo scorso anno: miglior documentario al Festival d’Abruzzo di Pescara e premio nazionale «Ti mando a quel paese» a Piedimonte Matese (Caserta).