FAO: conferenza internazionale sulla nutrizione

Dal 10 al 12 Ottobre 2014, i governi si sono incontrati alla FAO per finalizzare la Dichiarazione Politica di Roma e il Quadro di Azione per la Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione (ICN2), la risposta della società civile.Dal 19 al 21 novembre l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) di Roma ha ospitato la seconda Conferenza internazionale sulla nutrizione (Icn 2), organizzata dalla Fao e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). All’evento hanno partecipato i rappresentanti di oltre 190 Paesi e gli esponenti delle agenzie delle Nazioni Unite, delle Organizzazioni intergovernative, della società civile e del settore privato, oltre ai Ministri dell’Agricoltura e della Sanità di più di 100 Paesi.

Alla conferenza, che segue quella che si tenne sempre a Roma nel 1992, hanno partecipato oltre 2.200 delegati, di cui 85 Ministri, 23 Vice Ministri, 100 parlamentari, 150 rappresentanti delle Organizzazioni non governative (Ong), 100 del settore privato e 30 delle agenzie dell’Onu. Nell’ultima giornata di lavori si è svolta la sessione conclusiva del dibattito generale e la presentazione delle conclusioni di lavori delle tre Tavole rotonde ospitate nel corso della tre giorni.

Durante i lavori della conferenza, l’Assemblea plenaria ha adottato formalmente il Documento finale della conferenza, noto anche come “Dichiarazione di Roma sulla nutrizione”, e il rispettivo Quadro d’azione. Quest’ultimo, articolato in 60 raccomandazioni, riconosce che i Governi hanno il ruolo e la responsabilità primari nell’affrontare i problemi e le sfide della nutrizione, in dialogo con un ampio spettro di “stakeholder” – tra cui la società civile, il settore privato e le comunità colpite.

Sulla base degli impegni, degli obiettivi e dei target della Dichiarazione, il Quadro delinea 60 azioni fortemente raccomandate che i governi dovrebbero inserire nei loro piani nazionali per le politiche nutrizionali, sanitarie, agricole, educative, di sviluppo e di investimento, e di cui dovrebbero tener conto in vista della negoziazione di accordi internazionali per garantire una migliore nutrizione per tutti. Il Quadro delinea, in particolare, meccanismi di responsabilizzazione efficaci, incluso sistemi di monitoraggio per tracciare i progressi fatti ed una serie di obiettivi e traguardi nutrizionali basati su indicatori concordati a livello internazionale.

I Paesi che vi hanno aderito dovrebbero raggiungere risultati specifici entro il 2025, tra i quali target sul miglioramento della nutrizione materna, neonatale e della prima infanzia, e sulla riduzione dei fattori di rischio collegati alla nutrizione per le malattie non trasmissibili come il diabete, la cardiopatia ed alcuni tipi di cancro. Il Quadro d’azione della Icn 2 delinea strategie, politiche e programmi che devono essere attuati per “porre fine al problema della fame, raggiungere la sicurezza alimentare e migliorare la nutrizione”, in linea con quella che dovrebbe essere l’Agenda di sviluppo post 2015 dell’Onu. Gli Stati auspicano infine che l’Assemblea generale dell’Onu adotti la Dichiarazione di Roma e il rispettivo Quadro d’azione e dichiari il periodo 2016-2025 “Decennio di azione sulla nutrizione”.

Dopo 22 anni, le organizzazioni della società civile si aspettavano progressi significativi per affrontare il problema urgente di oltre 200 milioni di bambini che soffrono di malnutrizione acuta e cronica, 800 milioni che soffrono di denutrizione e 500 milioni di adulti obesi. Le OSC considerano i risultati delle negoziazioni totalmente inadeguati per affrontare le cause radicali della malnutrizione e mettono in discussione la mancanza di impegno da parte degli Stati per fare un reale passo avanti nella lotta contro la malnutrizione in tutte le sue forme. 

Il comunicato stampa è disponibile qui sul sito del Meccanismo della Società Civile (CSM).