Le donne senegalesi e la lotta per la terra

Quasi un milione di ettari di terra è in mano alle multinazionali in Senegal, le storie delle donne che le combattonoSegnaliamo un interessante Reportage del Corriere della Sera dal titolo “Tra le madri terra senegalesi che lottano contro le multinazionali” di Lorenzo Bagnoli e Germana Lavagna.

Foto, testimonianze, video e storie di chi dice no! agli investitori stranieri.

““Fra 50 anni che cosa ci resterà?”. La domanda assilla Mariam Sow, direttrice della ong ambientalista Enda Pronat, a Dakar. La ripete ad ogni incontro pubblico, da quando nel 2008 ha cominciato la sua battaglia contro le multinazionali straniere che acquistano terre in Senegal. Quasi un milione di ettari di terra è in mano loro. Un furto, a suo avviso: “La sostenibilità dei progetti, si misura con l’impatto sulle popolazioni. Non solo quelle di oggi, ma quelle di domani”. E finora, di risultati, in Senegal, se ne sono visti pochi. Secondo i dati del 2013 raccolti dal Gestes, un gruppo di ricerca dell’università di Saint Louis (nord del Senegal), il 40% delle terre coltivabili oggi è di privati: 844 mila ettari. “Se la tendenza non s’invertirà, nel giro di 10 anni non rimarrà nessuna terra coltivabile ai senegalesi”, dichiara il curatore dello studio, Alpha Ba. E chi ci lavora, in Senegal, su quei campi? Le donne, vere protagoniste dell’economia della terra: dalla coltivazione fino alla vendita al mercato. Le “madri terra” che vogliono riprendersi la primaria fonte di sostentamento delle loro famiglie.”