I seminari 2013

I contenuti emersi e le relazioni. Agricoltura, cooperazione decentrata, ruolo dei migranti, sprechi alimentari, packaging.

 

Venerdì 8 novembre – Creatività e innovazione per un packaging sostenibile

Angelo Montenero, CIPACK-Centro Interdipartimentale Packaging, Univ. Parma
Valeria Buc­chetti, Diparti­mento di Design, Politecnico di Milano
Luigi Bandini Buti e Avril Accolla, Dipartimento di Design, Politecnico di Milano
Roberto Sgavetta e Claudio Mazzini, Coop Consumatori Nord Est
Marco Luzzini, Dipartimento di Scienze Agrarie, Università di Parma

 


 

Sabato 9 novembre – L’affermazione e la tutela dei diritti nell’agricoltura contadina

Il tema dell’agricoltura è da sempre al centro della riflessione di Kuminda, dai primi confronti sulle esperienze di produttori e reti contadine dell’America latina e dell’Africa occidentale, al sostegno attivo ai progetti di cooperazione, che oggi ci legano al Marocco e al Senegal, in una logica co-sviluppo e di cooperazione decentrata.

L’affermazione della sovranità alimentare, ossia il diritto di ogni paese, regione o comunità di scegliere cosa produrre e cosa mangiare, passa attraverso il riconoscimento del ruolo che l’agricoltura svolge nel mondo, e dalla capacità, anche nostra, di porla al centro delle priorità e delle politiche dei governi.

Per noi è sempre stato chiaro che attorno all’agricoltura e al cibo si costruiscono relazioni sociali, governo del territorio, sovranità delle comunità locali e diritto all’alimentazione; è uno dei pochi settori che produce ricchezza materiale e che nel mondo garantisce occupazione.

Restituire all’agricoltura il ruolo che le spetta significa anche riconoscere il valore del lavoro agricolo svolto da circa 1 miliardo e mezzo di individui.

Parliamo di contesti e di persone che in molti paesi non godono né dei diritti sindacali né di tutele contrattuali, né di misure di sostegno o riconoscimento sociale, per non citare le condizioni di sfruttamento in cui vivono eserciti di lavoratori-bambini o di immigrati sfruttati.

Il tema dei diritti, che richiama  il titolo dell’incontro di oggi, rappresenta dunque un terreno di lotta essenziale ed al tempo stesso una  condizione per dare significato e valore all’agricoltura di qualità.

In questi anni, complice una crisi finanziaria, ancor prima che economica, che però ha inciso pesantemente sull’economia reale e sul benessere delle famiglie, abbiamo assistito allo smantellamento dei sistemi agroalimentari interni e alla distruzione di economie locali legate all’autosufficienza alimentare e ai mercati di prossimità.

Nel nome della globalizzazione e della libertà del mercato stiamo assistendo a scelte che determinano l’impoverimento dei suoli agricoli e la riduzione della biodiversità, fenomeni acuiti dall’emergenza climatica e da una crisi energetica la cui risposta non può essere la produzione intensiva di monocolture per la produzione di agro carburanti, tanto più se orientata all’esportazione.

Nel nome degli stessi principi, stiamo assistendo ad investimenti speculativi, soprattutto in Africa, dove l’accaparramento delle terre ad opera  di banche, imprese multinazionali e investitori stranieri, ed il commercio di sementi industriali e pesticidi hanno come primo effetto  l’aumento del livello di indebitamento degli agricoltori, oltre ad aggravare le condizioni di salute delle persone e dell’ambiente nel tentativo di prefigurare un modello agricolo universale, incapace di dare risposte concrete ai problemi dell’ambiente e alla crescente domanda alimentare.

Il paradosso  è che l’umanità non ha mai disposto di tanto cibo come oggi, sufficiente, per la FAO a sfamare 12 miliardi di individui.

Come modificare questi scenari che certo non inducono all’ottimismo, verso una strategia che contempli una gestione sana del territorio e delle risorse naturali, la coesione sociale, una economia tarata sui bisogni e sui diritti e l’affermazione del diritto al cibo per tutti, non è un’impresa  facile.

Dobbiamo ripartire dal territorio, dal tema dei diritti, dalla riflessione e dalle  esperienze di associazioni e reti nazionali e internazionali che in questi hanno consentito ad un movimento comunque forte e composito di esistere, di  essere protagonista in termini di capacità di proposta e di iniziativa.

La via Campesina, una delle reti con cui Kuminda intrattiene rapporti di collaborazione attiva, sta lavorando ad un carta dei diritti contadini da portare all’attenzione della Comunità europea. L’incontro di oggi può rappresentare un’occasione di confronto.

Fabio Faccini

 



Domenica 10 novembre – Territori in dialogo per tutelare cibo, ambiente e saperi


Chiara Davoli, GAO Cooperazione Internazionale e Piattaforma italiana EuNomad

Nadia Monacelli, Università di Parma

Giulia Maccanelli, rete Cibopertutti

Bineta Gueye, FEEDA–Femme Education Eau et Developpement en Afrique, Senegal

Jamila Amzil, cooperativa Afourer, Marocco
Abir Saidi, AFPCD–Association femmes citoyenneté et développement, Tunisia

Afef Hagi, Università degli Studi di Firenze

Sono inoltre disponibili le registrazioni audio dell’intero seminario in formato mp3: