Kuminda al Museo Guatelli: le foto

I momenti catturati del pomeriggio ad Ozzano Taro.

Lo scorso 13 ottobre Kuminda e la Fondazione Museo Ettore Guatelli hanno ancora una volta unito le forze per presentare alla cittadinanza un appuntamento indimenticabile. 150 persone, il museo delle cose, le donne attrici, Festina Lente Teatro, non parliamo mai di cibo quando parliamo di cibo.

Attraverso le sale del museo è andato in scena lo spettacolo teatrale “Il Cibo buono” un percorso dove, in dodici punti, si sono svolte, in contemporanea, altrettante azioni teatrali, che si sono ripetute ininterrottamente. Gli spettatori, così come i visitatori di una mostra, hanno potuto seguire le indicazioni del percorso o scegliere liberamente il proprio tragitto e le “stazioni” in cui soffermarsi.

Lo spettacolo nasce dal presupposto che il cibo è un diritto e che le comunità devono poter scegliere come e cosa produrre per la propria alimentazione. Sul “palco” 20 donne, migranti e native, impegnate in un laboratorio teatrale sotto la regia di Andreina Garella, l’ambientazione di Mario Fontanini, le video installazione di Giovanna Poldi Allai. Ha collaborato ai testi Elide La Vecchia e alcuni di questi sono tratti dalle interviste a oltre 200 persone condotte da “Kuminda” nell’ambito della ricerca “Storie di cibo e sovranità alimentare: migranti e nativi si raccontano”, a cura della rete “Cibopertutti”, con Dipartimento di Economia dell’Università di Parma, Centro interculturale, Forum solidarietà, Distretti sociali Coop.

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