Cosa è successo il sabato di Kuminda?

Il racconto di sabato 24 ottobreIl sabato di Kuminda ha visto la partecipazione di centinia di persone nel corso di tutta la giornata: infatti è stato un sabato lungo ricco di riflessioni, informazioni, ricordi, letture, laboratori e ballate.

Tuttto è iniziato sabato mattina con il seminario “Nutrire il Pianeta”: la sala gremita di gente tra cui tanti ragazze e ragazzi delle scuole. Nel seminario è stata citata più volte la Carta di Milano che contiene importanti dichiarazioni di principio, tuttavia rischia di svalutare i contenuti e gli approfondimenti necessari perché il Diritto al Cibo diventi uno dei nodi per costruire legami sociali come elementi imprescindibili della vita democratica quotidiana. La lectio magistralis di Riccardo Valentini ha congiunto il problema della fame da un lato e dell’abbondanza dall’altro con gli importanti cambiamenti climatici caratteristici della nostra era storica. Per nutrire il pianeta bisogna partire anche dalle piccole azioni quotidiane. Con i successivi relatori abbiamo avuto la possibilità di comprendere ciò che manca o che bisognerebbe rendere più approfndito e attuativo nella Carta di Milano. Alberto Zoratti ci ha parlato di quanto sia necessario cambiare la situazione dell’accesso al cibo partendo da noi, ma anche di quanto sia assolutamente indispensabili occuparsi, informarsi e agire riguardo i trattati internazionali del commercio globale. La speculazione finanziaria sul cibo, grande assente nella Carta di Milano, sta rivelando tutta la sua forza e invadenza nei TTIP. Mattia Prayer Galletti ha parlato dei probelmi agroalimentari del nostro periodo storico in particolare del Land grabbing, presente in tutto il mondo. Mohammed al Salimiya ha invitato a riflettere come la mancanza di accesso alla terra da parte di palestinesi per l’occupazione israeliana, possa essere considerata a tutti gli effetti una violazione del diritto al cibo e una modalità invasiva di land grabbing. Il prezioso intervento di Eugenio Melandri ha invitato ad osservare i migranti con sguardi nuovi. I migranti possono essere considerati figure ponte tra economie locali dei due mondi. L’inconto con l’Altro e la cooperazion con lo stesso sono stati temi ripresi dagli interventi di Mauro Cereghini e Zerihun Dessalegn che hanno visto con la loro lunga esperienza la cooperazione internazionale come momento di incontro di persone, come scambio di saperi da cui si può partire per costruire progetti di promozione della sovranità alimentare e realizzare un diritto al cibo reale. Infine, Ludovica Principato ci ha portati nel mondo della Fondazione Barilla illustrandoci gli studi che hanno contribuito alla scrittura della Carta di Milano.

“Nutrire il Pianeta” e la “Carta di Milano” sono stati anche i temi da rileggere, riscrivere, rivedere con occhi diversi e approfondire dell’incontro pomeridiano tenutosi tra le persone che hanno contribuito alla realizzazione del seminario del mattino. Sappiamo che dal loro lavoro è nato un nuovo documento, che nelle prossime settimane renderemo pubblico.

Nel pomeriggio di Kuminda i bmabin hanno potuto osservare, giocare e costruire la lombricompostiera grazie a Fruttorti, mentre la sala gremita di gente ha ricordato il nostro amico Giacomo Truffelli insieme ai suoi famigliari e tanti amici presentanto un libro- raccolta di tanti articoli scritti da Giacomo sui temi della nono violenza, servizio civile, diritto al cibo, accoglienza e tanto altro. Un momento di musica e parole di forte commozione.

Dopo la cena abbiamo avuto il piacere di iniziare la serata all’insegna della musica di Kuminda. Sul palco si sono susseguiti prima il numerosisssimo Coro del Centro Interculturale ancora una volta tra noi che ci ha fatto divertire e meravigliare con i suoi brani. In seguito, le De’ Soda Sisters ci hanno raccontato con la musica tante storielle, racconti e ballate popolari toscane. Il calore dei sorrisi, la voglia di danzare e tanto divertimento e spenseriatezza era ciò che si percepiva nel clima dato dalle tantissime persone accorse per feteggiare con noi i dieci anni di Kuminda.