I contadini africani potrebbero sfamare il mondo se…

Investire nella produzione agricola africana è una possibile via per rispondere alla crescita demografica globale.

Condividiamo dal sito di Sergio Marelli un’interessante riflessione sull’agricoltura, l’alimentazione e la cooperazione internazionale del continente africano, utile spunto per sostenere come “Un agricoltura rispettosa del clima, è un approccio che guida le azioni necessarie e riorienta i sistemi agricoli al fine di sostenere efficacemente lo sviluppo e assicurare la sicurezza alimentare in un clima in mutamento” . (testo tratto dal rapporto pubblicato dalla NEPAD; New Parterniship for Africa’s Development).

Ecco alcune righe di Marelli:

Visto che il 65% delle terre fertili non coltivate a livello mondiale, il 10% di risorse rinnovabili di acqua dolce e tenuto conto dell’incremento produttivo in agricoltura che negli ultimi 30 anni ha registrato un più 160%,  investire nella produzione agricola dei Paesi africani resta una via ineludibile per rispondere alle proiezioni demografiche dei prossimi decenni. Solo con un sostanziale contributo dell’agricoltura africana si potrà far fronte ad una popolazione mondiale stimata in 9 miliardi di persone nel 2050.

L’Associazione della Unione Africana riconosce gli enormi ostacoli e le difficoltà che ancora impediscono un incremento di produzione alimentare significativo ed adeguato. Innanzitutto, secondo il rapporto NEPAD, le innumerevoli barriere e regole doganali, alquanto disordinate e incongruenti, e gli ostacoli alla libera circolazione di merci e persone.

Il costo dei trasporti, in gran parte dovuti allo stato precario di buona parte delle vie di comunicazione, e le scarse ed inefficienti infrastrutture di stoccaggio sono per tutti i Paesi un enorme scoglio e assumono dimensioni terrificanti per gli Stati senza accesso diretto al mare.